Sono ormai venti anni che gareggio e si può dire che dalla prima volta che ho iniziato a remare sembra trascorso solo il tempo di una gara. Le ricordo tutte, dalla prima all’ultima, ma le esperienze sportive più significative a cui rimango legato partono dall'estate del 1994.
Mai mi sarei aspettato allora di vivere un'esperienza così lunga, intensa e ricca di soddisfazioni su un'imbarcazione che da anni stazionava in una situazione di precarietà in seno alla squadra italiana, non vincendo una medaglia mondiale o olimpica da circa quarant'anni.
Superate le diffidenze iniziali posso dire che l'equipaggio di cui ho avuto la fortuna di essere parte sia stato uno dei più affiatati e solidi di ogni tempo dimostrando continuità e competitività ad ogni appuntamento di rilievo.
Due Campionati del Mondo, il sesto posto di Atlanta, il bronzo olimpico e le due vittorie nella gara più suggestiva di Coppa del Mondo a Lucerna sono un patrimonio di ricordi che rimarrà indelebilmente impresso nella mia memoria.
Ricordando le tappe di questo cammino la mente va ad Indianapolis (USA) 1994 dove tra lo stupore generale vincemmo il primo Campionato del Mondo lasciando attoniti non solo gli addetti ai lavori ma sopratutto noi stessi.
E' ancora viva nella mente l'incoscienza di chi non avesse nulla da perdere e che senza nemmeno accorgersene si é venuto a trovare sul gradino più alto del podio.
Il 1995 é coinciso con la stagione più costante e vincente che abbia mai vissuto in carriera. La gara di coppa del mondo di Lucerna (SUI) con il record del campo ed il Campionato del Mondo di Tampere (FIN) sono i momenti più belli di un'annata esaltante.
Le Olimpiadi di Atlanta 1996, che avrebbero dovuto essere il suggello ad un predominio consolidato in due anni di successi nella specialità, sono invece coincise con la più amara delusione in cui sia incappato. Il sesto posto finale ci premiava sicuramente meno di quanto avessimo meritato e sperato. Tuttavia il 1996 non é stato solo contrassegnato dal risultato negativo dei Giochi Olimpici. Il ricordo va infatti alla bella e sofferta vittoria di Lucerna (SUI) nell'edizione di quell'anno.
Dopo un periodo di difficoltà fisiche riesco a conquistare un posto sull’equipaggio dell’8+ per le Olimpiadi di Sydney; perdiamo una storica medaglia di bronzo per pochi centesimi. La consapevolezza di essere tornato un atleta competitivo mi diede la forza di andare aventi acora una volta.
Con l’arrivo a Roma nel 2001 e con l’aiuto di una Società forte alle spalle come il C.C. Aniene ho concluso un quadriennio che potrei definire oggi duro ma al tempo stesso esaltante.
Una medaglia di bronzo ai Mondiali di Siviglia 2002 ed un bronzo ai Giochi Olimpici di Atene sono il premio di tutto il lavoro fatto.
Nel 2005 è iniziata una nuova e stimolante avventura, nuova barca, nuovi compagni: una Coppa del Mondo sfiorata per pochi punti ed un argento Mondiale a Gifu sull’8+.
Così è partita la scommessa dell’Aniene.
Il progetto “Aniene con” punta alle Olimpiadi di Pechino, ed io cercherò di esserci ancora.
Riguardando il passato affiora un pò di malinconia dovuta alla presa di coscienza che un altro capitolo della storia del "quattro senza" sia stato chiuso. Penso sia successo a tutti gli atleti ed a tutti i canottieri che abbiano vissuto in simbiosi con una specialità o con un'imbarcazione per gran parte della loro carriera, come é successo a me. Il mio ringraziamento va a Valter Molea, Riccardo Dei Rossi, Lorenzo Carboncini, Niccolò e Carlo Mornati, che con le loro qualità e i loro sacrifici hanno reso GRANDE un evento di cui anch'io ho fatto parte.
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